Gita nella bella Bologna, coi suoi asinelli, i tortelli, le torri, i musei… Ma ciò che mi ha realmente colpito è la sua illuminazione sospesa a mezz’aria, fluttuante ed aggrappata alle facciate delle case. Particolare che merita un piccolo approfondimento.
L’oro, lo specchio e lo strappo ricucito.
Obiettivamente
Obiettivamente, in un quadro generale in cui la colomba nera Marie Lepin, invita Beppe Grillo a discutere con lei di non Europa elogiandolo per le scelte fatte ( congelare otto milioni di voti e non schierarsi con nessun partito politico ), forse Bersani dovrebbe farlo un passo indietro, o magari due o ritirarsi definitivamente a vita privata, visto anche il suo recente, ieri, parlare in terza persona di se stesso, primo chiaro sintomo di schizofrenia e prassi consolidata del perseguitato Berlusconi.
Obiettivamente, a questo paese urge un governo, ne abbiamo bisogno come abbisogna dell’acqua un’oasi nel Sahara. Non un governo del presidente, super partes, che vada bene un po’ a tutti, l’Italia necessita di un governo politico, e visto che il PD non è stato capace di scovare la fiducia ( una farsa, per altro, le consultazioni bersaniane ), si rende necessario che il PD stesso apra al governo di larghe intese, al governo di scopo, alla coalizione alla tedesca, chiamatelo un po’ come preferite. Anche Berlusconi faccia un passo indietro, fatelo fare a Franceschini e Alfano, il governo. Senza la figura preponderante di Berlusconi non credo che questa possibile alleanza si risolverebbe necessariamente in un suicidio politico per il partito democratico, che potrebbe comunque tenere nella manica, in vista delle elezioni, l’asso Renzi ( negli ultimi sondaggi, tra gli elettori PD al 66% di gradimento come nuovo candidato premier ).
Obiettivamente, la situazione va sbloccata, è d’uopo abbattere l’asfissiante muro di gomma eretto in parlamento dal movimento cinque stelle, che si schiera contro tutto e non propone nulla. C’è bisogno di realpolitik e non potendo avvalerci di nessun Machiavelli, Otto Von Bismarck o Richelieu che sia dobbiamo comunque essere consapevoli che, in questo particolare frangente, esiste una ragion di stato da sostenere, sopravvivere alle sferzate del mercato mondiale, ridare nuova credibilità al paese, agire contro la disoccupazione, sbloccare il credito delle imprese e molto altro.
Obiettivamente, quando non si vedono più soluzioni, spesso basta cambiare gli occhiali.
Guttuso al MAR
Mi muovo sempre con grande diffidenza, ormai, verso le pseudo grandi mostre che la RAVA organizza presso il museo archeologico regionale. Dopo aver assistito a svariati flop, alcuni dei quali rasentavano la presa in giro, le novità le prendo tutte con le pinze ma, non smetto di andarci e faccio bene! Quella che si è aperta martedì scorso è un’esposizione equilibrata e sincera, che ripercorre puntualmente la storia pittorica dell’opera dell’artista di Baarìa, Renato Guttuso. Qualche scatto dell’inaugurazione per voi, come sempre, ma vi consiglio di cogliere al balzo la palla del maltempo e andare a vederla, vale sicuramente il biglietto.
AG
Era da un po’ che volevo provarlo. Ad Gallias, ristorante dell’omonimo hotel quattro stelle che, qualche anno fa, è stato aperto all’ingresso del grazioso borgo di Bard. L’albergo è sovrastato dall’imponente fortezza, adibita oggi a museo delle Alpi, centro espositivo e, più in generale, punto di aggregazione dei popoli montani di tutto il mondo. Io e Romina, abbiamo colto l’occasione, offertaci da una nevosa domenica di marzo, per visitare le interessanti mostre fotografiche di Yann Arthus Bertrand, del concorso internazionale di fotografia naturalistica Wild Life e per concederci un piacevole pranzo.
Gentile l’aperitivo con crostino di pane di segale, quenelle di ricotta aromatizzata alle erbe su letto di salsa al pomodoro, ben condita. A seguire un tris di carciofi ( alla giudia, ripieno e crudo ); riso venere con calamari alla piastra su letto di crema di broccoli; coscia d’oca cotta a bassa temperatura con ratatouille; rombo con patate viola e spinaci e trionfo di cioccolato per concludere. Tutto di qualità, equilibrato nei gusti e commisurato nel prezzo. Bella carta dei vini da cui abbiamo scelto un Trento D.O.C. di Grai. Consigliato.
Bokehlicious
L’effetto cosiddetto bokeh ( dal giapponese sfocatura, confusione mentale ) è uno degli affascinati effetti ottenibili con una macchina fotografica ed un obiettivo di grande apertura. Infatti più è grande l’f di un obiettivo e più i contorni circostanti al punto di messa fuoco andranno via via sfocandosi verso l’infinito. Questa lezione piuttosto sterile è solo il pretesto per introdurre l’ultimo nato del ciclo a cui sto lavorando dall’anno passato, intitolato Esterno giorno. Ve ne propongo alcune immagini.
Tagli
C’è anche chi si vergogna del taglio del trenta per cento sullo stipendio, deciso da Grasso e Boldrini, rispettivamente nuovi presidenti di Senato e Camera dei Deputati. Io condivido l’indignazione. La condivido perchè se una persona svolge la propria attività, di qualsiasi natura essa sia, è giusto che venga retribuita in maniera consona. Se gli stipendi dei politici sono giudicati d’oro è perché essi non sono stati in grado di svolgere la loro funzione nel migliore dei modi possibile, indirizzando questo paese verso sorti ancora da definire.
In uno stato in cui il costo della corruzione è stimato tra i sessanta ed i cento miliardi di euro all’anno, uno stipendio che si aggira intorno ai tredicimila euro al mese è sicuramente fuori luogo. Ma si deve partire dal presupposto che tutti questi danari sarebbero retribuiti proprio per arginare la corruzione, il pensiero di base è: se ti pago tanto non cercherai di rubare. Non è quindi lo stipendio ad essere sbagliato bensì gli uomini che lo percepiscono. Certo è che l’abbassamento di tali stipendi, in periodi di vacche magre, sarebbe un buon atto da compiere in viso all’opinione pubblica. Allora però il trenta per cento non è sufficiente, la riduzione dovrebbe aggirarsi intorno al settanta per cento. Quattromila euro al mese sono uno stipendio più che bastevole a condurre una vita dignitosa. Ovvio, non tutti i parlamentari sono di Roma e allora si potrebbe pensare di dargli un alloggio, non un contributo per l’affitto, un alloggio in case modeste, garrule, letto cucina e bagno ovvero tutto ciò che serva per riposarsi.
L’abbassamento dei salari parlamentari sarebbe quindi un segnale positivo ma ciò che realmente costa a questo paese sono, ad esempio, le più di cinquemila società pubbliche, pagate dai contribuenti, che per il pubblico non producono nulla e arrivano a spendere il novanta per cento dei loro bilanci per pagare gli stipendi dei dipendenti. Strutture che annoverano tra le proprie file venti dirigenti e tre operai! Consigli di amministrazione che fungono da parcheggi dorati per trombati non eletti, opere pubbliche finanziate e mai portate a termine e via discorrendo.
Lo spreco dei soldi pubblici è strettamente legato alla corruzione quindi per combattere lo scialacquamento delle finanze urge in primis una legge che alla corruzione assegni pene esemplari e certe. I corrotti devono essere scovati, i mezzi ci sono, ed espulsi dai pubblici uffici a vita. Non chiederei per loro il carcere, andando così a sommare al danno creato anche il loro mantenimento, ma la restituzione del danno pecuniario che la loro condotta ha prodotto, più gli interessi. E se il ladro corrotto non avrá di che pagare, beh allora lavorerá gratis per la società, fino all’estinzione del proprio debito.




















































