Prudentiagite in cotel bello scranno,

La vita v’ha sorriso generosa,

D’oche e porci vivete senza scanno

Con leccornie e in dose generosa,

Si pasciono sebbene nulla fanno,

In questa valle non più odorosa:

Per vostra colpa s’è perduto il sogno

Di quell’isola felice che agogno.

Galline, porci ed oche litigiosi

Ed animali altri ancora occulti,

Duellano in post, sai, vergognosi

Giacché più d’idee pesan chiari insulti:

Il medio homo dei più desiderosi

Il preferisce sterco a bei virgulti:

Sí vertice di piramide chiara

Risplende al mondo di sua base avara.

Il vento nuovo già fetebat lesto

Ed in quel voluttabro molto teso

Il potere mutava il suo contesto

E di fatica un ribaltone speso,

Ad uno scopo a tutti assai foresto,

Lasciando molto popolo appeso.

Ma il problema di certo più rilevante

È il buon del calor disattivante!

È proprio forse di calor perduto

Ch’oche e crin dovrebbero riflettere,

Cercar in cuor loro serioso aiuto,

Iniziando dal dover ammettere

Che di lavor trattasi non di fiuto

Di serietà oppur di dimettere;

Giacché sia promessa elettoral d’oca

O di maial con essa non si gioca!

San Vincenzo, el magnifico casino,

In disaccordo tutti in fattoria

Trova, nessun può chieder l’aiutino,

Da casa son andati tutti via,

Neppure con la lampad’ Aladino,

Neppure con ‘na grande amnistia,

Si potrebbe gettar l’acqua del panno

Senza al bambino fare grave danno!

E l’maxi iper mega assessorato?

Pecunie grandi intere in tasca ad uno

Che sol soletto tutto s’è pigliato,

Senza intender i segnali di fumo

Venendo, pensan, d’un mondo pregiato;

Più forti ancor del lottator di sumo!

Di questo passo alla fattoria grande

C’è rischio di restar tutti in mutande.

Ma finalmente è arrivata la neve

Che non è pioggia e nemmeno è ghiaccio,

Che sulla fattoria si posa lieve

Ed agli impianti fa pensar ma taccio,

Giacché dal cor il grande peso greve

La neve toglie e copre l’affaraccio.

E se a Natale siam tutti più buoni

Abbiam comunque orecchie pien di suoni!

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