Bon cop de falç.

Assembramento di manifestanti davanti al Tribunale Superiore di Giustizia Catalano, ieri intorno alle 19:30. Foto B. Baqué

Davanti al ministero dell’economia catalano un folto assembramento di persone, non solo giovani o anarchici o disobbedienti ma padri con figli e nonni con nipoti, la signora Fina della rosticceria, il macellaio, il parrucchiere gridano ai Mossos d’Esquadra: voi dovete proteggerci! Lo gridano increduli del fatto che la polizia indipendente catalana stia facendo il gioco sporco per la Guardia Civil madrilegna che è nel palazzo intenta a terminare le perquisizioni, dopo aver arrestato Josep Maria Jové, uomo molto vicino al vicepresidente catalano e altre tredici persone. Intanto Madrid congela i fondi del governo catalano e sequestra dieci milioni di schede elettorali, che si sarebbero dovute usare in occasione dell’ 1-0 ( come dicono i manifesti pro referendum indipendentista ). Un popolo vuole consultarsi a proposito della propria indipendenza, libertà e autodeterminazione e questo, in un’Europa costruita con non pochi problemi alle fondamenta, non sa da fare. Il presidente catalano Carles Puigdemont arriva a dire che il suo governo è stato surclassato, estromesso dal governo centrale di Madrid. Nonostante i divieti e le proibizioni di continuare a pubblicizzare il referendum del primo ottobre, il governo catalano continua a far uscire spot in rete; l’ultimo recita: ti è stata data la capacità di scegliere, perché non farlo? Mentre nelle immagini scorre lentamente una ferrovia che procede verso un bivio. Comunque si voterà dichiara Puigdemont e questo solleva una domanda inquietante: come si comporterà Madrid il primo di ottobre, in questa Spagna che dagli atteggiamenti assomiglia tanto più alla Turchia di Erdogan che alla culla di Podemos? Gli scenari sono molteplici: dai controlli antidemocratici degli accessi ai seggi alla chiusura e al sequestro dei seggi stessi, al possibile arresto dei presidenti e degli operatori di seggio che stanno chiaramente svolgendo un’attività antispagnola, fino ad arrivare al possibile, anche se probabilmente isolato, uso della forza. Le escalation in questo tipo di situazioni di tensione ( quando un popolo intero è vessato e si sente calpestato da un potere lontano, visto come tirannico, accentratore e divoratore di PIL ) sono pericolose e assai poco rare. C’è un aspetto della lotta per l’indipendenza catalana che mi colpisce particolarmente, è il fatto che una buona parte degli indipendentisti non siano in verità catalani doc ma abbiano adottato questa terra meravigliosa scegliendola come loro casa e come tale sono determinati a difenderla. Questo è l’esempio provato di ciò che sosteneva Bruno Salvadori, personaggio forse un po’ troppo dimenticato, secondo cui essere nato in un luogo non significa necessariamente appartenere alla comunità etnica di tale luogo infatti ” l’etnia è una scelta, in quanto non è mai un atto passivo, al contrario, richiede uno sforzo, una lotta costante, con i mezzi di cui si dispone, per difenderla e soprattutto per proiettarla verso l’avvenire. ” È proprio l’avvenire qui ad essere incerto mentre l’Europa tace, dissimula, ammicca ma non dice e non può dire nulla forse perché ha paura o meglio, i poteri centrali hanno timore e tremore di questo vento indipendentista che ha iniziato a soffiare forte, come una tramontana che entra dal mare, dalla Catalogna verso gli altri stati. Io, dal canto mio, sogno un finale felice; un’Europa nuova o piuttosto vecchia come idea ma migliore, come quella descritta da illustri e cristallini pensatori del passato tra i quali Federico Chabod. Un’Europa viva e vivace, un’Europa dei popoli e non delle nazioni, un’Europa piena di confini linguistici e culturali da preservare e da contaminare allo stesso tempo. Vorrei essere con quei trecento che ieri sera intonavano Els Segadors davanti alla caserma della Guardia Civil in Travessera de Gracia, trecento come alle Termopili con il Leonida più forte di sempre: l’idea di unione e di giustizia e se necessario di un bon cop de falç!

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Tortino di alici, patate e pomodori al profumo di masala

Ingredienti per 2 persone:

300 gr alici pulite

2 patate medie

4 pomodorini ciliegino

Olio evo, sale, pan grattato, pepe bianco e masala

Iniziate con lo sbucciare le patate e tagliatele a rondelle di non più di mezzo centimetro di spessore quindi bollitele in acqua salata alla quale avrete aggiunto 2 cucchiaini abbondanti di masala ( il masala è un insieme indiano di spezie, io me lo faccio provate anche voi! ). Oliate una vaschetta di alluminio anche sui bordi e spolveratela di pan grattato, disponete uno strato di alici sul fondo ed uno verticalmente sui bordi, avendo cura di lasciare la parte della coda fuoriuscire di un centimetro o due. Cotte le patate iniziate a formare il tortino: uno strato di patate, pan grattato, sale e pepe; uno strato di pomodorini a rondelle; uno strato di alici e così via sino ad arrivare a filo della teglia utilizzando come ultimo strato le patate. Ora ripiegate sull’ultimo strato le code delle alici che avevate lasciate all’esterno e infornate a 200 gradi per 15 minuti. Buon appetito!

Gratin poco estivo

Ingredienti per 4 persone:

4 patate di media pezzatura

2 zucchine circa 4 cm di diametro

2 cipolle bianche

8 fette di guanciale

200 gr gorgonzola

250 gr panna fresca

50 gr parmigiano grattugiato

Sale, pepe noce moscata

In un pentolino fate scaldare la panna con sale, pepe e noce moscata. Pulite le verdure e tagliatele a rondelle. In una teglia rotonda versare un poco di panna bollente e iniziare a disporre le verdure: prima uno strato di patate quindi un po’ di panna, poi uno strato di zucchine, ancora panna, il guanciale, poi le cipolle e via dicendo fino all’ultimo strato in cui mischierete le patate, le zucchine e le cipolle alternandole. Adagiate fiocchetti di gorgonzola e il parmigiano. In forno 45 min a 240 gradi. Buon appetito!

Millefoglie di salmone scozzese brado con le sue verdure e salsa agrodolce di ciliegie di Vignola


Iniziate preparando una crema di robiola fresca condita con un filo d’olio evo, pepe nero e sale insaporita con un trito di prezzemolo, erba cipollina, origano fresco e menta. Riducete in rondelle le fette di salmone con un coppapasta di cinque centimetri di diametro e componete il millefoglie alternando salmone e crema di robiola. Mondate carote, zucchine chiare e scure, porri e cetrioli e cuocete le verdure al vapore il tempo necessario per poterle arrotolare su se stesse. Per preparare la salsa agrodolce eliminate il nocciolo da quindici ciliegie e mettetele in un blender insieme a sale, zucchero, due cucchiai di aceto balsamico e mezzo cipollotto rosso di Tropea; frullate il tutto e passatelo attraverso un colino. Impiattate a vostro piacimento!

Fusilli cremosi con verdure piccanti e bacon croccante


Fate cuocere 200gr di spinaci, preparate con taglio a fiammifero una zucchina scura e un porro e spadellateli con olio e peperoncino. A tre minuti dalla fine cottura della pasta trasferite i fusilli nella padella delle verdure, aggiungete due o tre cucchiai di acqua di cottura, 50gr di roviola e un tuorlo d’uovo; mescolate rapidamente finché i liquidi non risultino concentrati. Rendere croccante il bacon. Impiattare con un ring grande: prima la pasta poi gli spinaci e infine il bacon. Bon apetit!

Scripta manent


Ormai non si sta più passando il limite, siamo ben oltre l’umanamente assimilabile, molto ma molto distanti dalle quattro boiate che si possano sentire al bar, magari dopo qualche prosecco di troppo. Il commento dell’assessore Certan sui vaccini pubblicato l’otto giugno su Facebook è, come direbbe Antonio Conte, agghiacciante. Un intervento simile non è cultura ma non è neppure controcultura, non è nulla se non un vaniloquio complottista degno di incauti pentastellati di inizio legislatura. Il fatto che una donna di governo possa sentirsi in diritto di sproloquiare su un tema che oggi si vuole far apparire come spinoso ma che non lo è per nulla, come quello dei vaccini è, tralasciando l’inconsapevolezza, pericoloso. È di qualche giorno fa la, ahimè, nutrita manifestazione tenutasi in piazza Chanoux dagli ” antivaccinisti “, se mi passate il neologismo nauseabondo, in cui un folto gruppo di genitori e non, con tanto di maglietta gialla ( come la febbre ), si è riunito per far sentire la propria presenza nella società. Ecco, il problema sta proprio qui, nel fatto cioè che queste persone vivano e siano attivamente partecipi della società. Ora: io non ho nulla contro i bonzi, i Vivekananda, gli ayurvedici o i chakristi, ogni persona adulta e in grado di intendere e volere può vivere la propria vita come meglio creda, nel limite del senso che il termine libertà include ovvero, banalmente, che la libertà personale di ogni uomo termina dove inizia quella di ogni altro uomo. Ognuno è libero di fare le scelte che meglio creda si confacciano alla ricerca della felicità, in cui tutti siamo perennemente immersi, compreso l’abbandono della società stessa e delle regole che la contraddistinguono e caratterizzano ma ( ed è un ma fondamentale ) queste scelte possono essere prese solo una volta cresciuti, divenuti adulti e in grado di poter e voler esprimere la propria ribellione non solo per partito preso, non cioè adolescenzialmente. Gli infanti e i bambini devono restare esclusi da questo genere di presa di coscienza proprio perché essi una coscienza formata non l’hanno ancora. Non viviamo in uno stato nazista signora Certan, non c’è nessun dottor Mengele che studi o produca qualche particolare farmaco per il controllo mentale; molto più semplicemente viviamo in uno stato che, nonostante l’infinità di problematiche da risolvere, vuol bene ai suoi cittadini e cerca di proteggerli. Non si capisce bene inoltre cosa l’assessore voglia intendere quando dice: ” […] livello di ” sperimentazione ” … per la quale chi paga può scegliere, chi non ha i soldi no “, si spiegasse meglio per favore.

Iniziare quel post premettendo di non essere contro i vaccini, nè contro la scienza e poi portare a sostegno delle proprie sconcertanti ipotesi complottiste le parole di un massone teosofo da sempre neppure considerato proprio dalla scienza non le servirà granché ad avvalorare il Suo pensiero, oltre ad essere intellettualmente scorretto e un po’ paraculo. C’è un altro aspetto di questa brutta faccenda che mi perplime: la quantità incredibile di commenti favorevoli che il post dell’assessore ha ricevuto. Decine di ” grazie “, ” vada avanti così ” e via dicendo postati sicuramente anche, se non soprattutto, da genitori. Bene cari signori e signore dovete capire che prima dell’avvento dei vaccini si moriva molto facilmente, nei primi anni di vita e oggi non si muore quasi più; dovrebbe essere un concetto di semplice comprensione e assimilazione. È vero che ci sono medici che fanno proseliti sulla pericolosità delle vaccinazioni ma vi ricordo che vi furono medici che tacciarono di eresia il dottor Ignaz Semmelweis quando questi cercava di spiegar loro che se tanti neonati morivano di febbre puerperale era per via del fatto che gli ostetrici non si lavavano le mani. Aggiungo come nota del tutto personale che un Consiglio valle che si rispetti dovrebbe prendere dei seri provvedimenti, nei confronti di tali comportamenti almeno fin quando non verrà istituito il reato di apologia di fesseria!