La Marvel e il populismo moderno

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A poche ore dalla morte del fantasioso Stan Lee decido di scrivere questa riflessione da prendere, forse, più come provocazione che come partito preso! Il titolo di questo articolo è piuttosto chiaro e potrà lasciare sconcertati sulle prime ma lasciatemi spiegare perché, a mio avviso, l’opera di questo enorme fumettista, riassunta nella sua creatura editoriale, la Marvel, sia, nel mio ragionamento, uno dei veicoli che oggi, in Europa e nel mondo, aiutino il sovranismo a riaffermarsi con forza e determinazione.

Era il maggio del 2008 quando in Europa usciva il primo film della Marvel, tratto dai fumetti di Stan Lee, Ironman. Poco più di quattro mesi dopo, nelle elezioni politiche austriache il BZÖ, partito xenofobo di estrema destra con a capo Jörg Haiger, riscuoteva il miglior risultato di sempre.

Da questo momento il sovranismo e la xenofobia si riaffacciano prepotentemente nel panorama politico europeo; da quel 2008 la nascita o la riaffermazione di partiti euroscettici, razzisti, xenofobi e fascisteggianti è ripresa audacemente. 

Nel 2010 Victor Orbán viene rieletto premier in Ungheria, nel 2011 Marine Le Pen diventa presidente del Fronte Nazionale in Francia, nel 2013 nasce Alternative für Deutschland, sempre nel 2013 Matteo Salvini diventa segretario della Lega, fino ad arrivare all’elezione di Sebastian Kurz in Austria nel 2017.

In dieci anni, dal 2008 al 2018, i film della Marvel usciti nelle sale sono diciannove, praticamente due lungometraggi all’anno, carichi di effetti speciali, azione e uomini soli al comando, quelli che salvano sempre la situazione. Perché il messaggio che supereroi e supereroine ( sempre troppo poche ovviamente ) suggeriscono alla mente di elettori giovani e meno giovani è che non ci sia bisogno di riunirsi, per discutere e parlamentare dei problemi di questa società e di questo mondo umano ma che ci sia invece la necessità di affidare le decisioni a qualcuno più forte, risoluto, sicuro e ardito; la necessità di eliminare le lungaggini della democrazia parlamentare per un più energico e pronto uomo solo al comando appunto. 

Se ci si pensa un poco più attentamente infatti, questi film sono carichi di simbolismo politico e post religioso, ogni supereroe che si rispetti ha il suo marchio, il suo logo, la sua runa potremmo dire, pensando alla folle simbologia nazista. L’ipertrofismo dei supereroi nasce con Ironman nel 2008, i supereroi traslati dalle pagine dei fumetti al grande schermo perdono la loro fantasia e acquistano una quotidianità paurosamente realistica e per questo motivo raggiungono meglio lo spettatore che, oltre a non dover più faticare per leggere il fumetto, non deve più neppure immaginare le azioni che nelle strisce erano fissate nero o a colori su bianco.

Iniziano con piccole sfide i supereroi della Marvel, quasi quotidiane, Ironman deve riprendersi l’azienda nel primo film, un atto che molti imprenditori dal 2008 ad oggi hanno cercato, con o senza successo, di realizzare. Ci vorranno molti film prima di arrivare ad una seria minaccia per l’umanità intera. 

Così funziona anche la politica sovranista: si erge a protettrice della popolazione vessata fornendo ai cittadini un nemico pubblico, piccolo, debole ma visibile ( leggi migranti disperati ) e si fa eleggere. Poi inizia l’escalation paranoica, nemici sempre più grandi e potenti, ovunque ( leggi Bankitalia, Commissione Europea, BCE, ecc. ). Il popolo sente così il bisogno di un supereroe politico che incarni in sé poteri soprannaturali per riuscire finalmente a dire di no. Un supereroe politico che con la sola forza del pensiero sappia chiudere porti e aeroporti, che, senza volare a Bruxelles, sappia comunque rimettere al loro posto i vessatori europei e poco importa se per fare ciò si deve rischiare di distruggere un paese intero. I supereroi Marvel distruggono città e natura ma lo fanno per un bene più alto e al popolo sembra normale anzi inevitabile, mettere in conto gravi o gravissime perdite. Il popolo dei supereroi non si lamenta mai, il popolo dei supereroi non si fa sentire se non in quell’assordante mutismo del laisser faire che io vedo sempre più scorrere anche nelle nostre strade.

Vero è che alla fine gli eroi Marvel trionfano sempre, la vittoria del bene sul male ha un che di candidiana memoria ma, mi chiedo, a che prezzo?