Krakòw

Sempre una sorpresa. Viaggiare ad est è sempre una piacevole sorpresa. Mi era già capitato qualche anno fa visitando la repubblica Ceca, Brno mi aveva affascinato e stupito per la sua pulizia, per il rigoroso contegno dei suoi abitanti, per le sue architetture… Stesse identiche sensazioni che mi ha saputo trasmettere la polacca Cracovia, città di un Papa recente ( se non sapete chi sia, vi stimo! ), capitale dello stato per più di cinquecento anni, martoriata dalla seconda guerra mondiale prima, dal comunismo poi, ricchissima di capitale storico ed umano. Ho avuto il piacere di parlare con un polacco a cena, Marek, che mi ha spiegato alcune cose come ad esempio che un lavoratore guadagna in media trecento euro circa al mese, che i polacchi non ci pensano proprio ad adottare l’euro prima dei prossimi dieci anni ( e con un’economia in crescita come la loro vorrei vedere ) e che se nel centro storico talvolta si vedono case non ristrutturate, non si deve pensare che  non ci sia la volontà di ristrutturarle, è che quelle case sono case contese tra chi le abita da più di sessant’anni ed i nipoti dei vecchi proprietari, sterminati nel vicinissimo campo di Auschwitz. Ecco perché esistono le giornate della memoria e i musei come quello dell’ex fabbrica di Oskar Schindler, perché i danni recati dal folle sterminio nazista, ancora oggi, riescono a fabbricare tristezza tangibile. Tornando a Cracovia che posso dire, centro storico ricchissimo di chiese, di parchi, la collina del Wawel col suo castello male affrescato ed il suo immancabile drago, il ghetto ebraico ormai quasi indistinguibile dal resto, belle piste ciclabili lungo la Vistola, quartieri residenziali affascinanti non battuti dal turismo e costellati di inspiegabili vuoti urbani e Nowa Huta il quartiere/città che Stalin fece costruire in due, dico due anni per i lavoratori della vicina acciaieria: architettura rigorosa, parchi e strade tirati a lucido e molti anziani che se la raccontano sulle panchine. Da vedere senza il timore di farci malaugurati incontri! Piccola postilla sul cibo, non stupitevi del gran numero di ristoranti italiani, la cucina polacca è gustosa e varia ma la sua costante è l’aglio, che viene usato anche per condire le insalate: dopo un paio di giorni sentirete il bisogno di uno spaghetto pomodoro e basilico. Ora come sempre, la parola alle fotografie.