Le poulet

Sveglia puntata alla 8:30. Domenica. Fuori della finestra zero anime. La pentola in ferro attende tranquilla. L’olio extravergine d’oliva si spande sulla superficie nera lucidandola poco a poco. Con un colpo sordo s’accende il gas, qualche minuto e i primi pezzi di pollastro si ritrovano a sfrigolare. Uno dopo l’altro. Prima dalla parte della spessa pelle poi direttamente sulla carne, 10/15 minuti ciascuno. Terminata l’operazione rosolatura, il grasso e l’olio residui sul fondo della pentola, abbandonano i fornelli per lo scarico. Senza condimento una parte di grasso della bestia fonde nel tegame, poco dopo sedano carota e cipolla iniziano a soffriggere. Dentro la carne, poi un bicchier di vino novello, una volta sfumato, dentro una scatola di pelati, rosmarino, prezzemolo, salvia e due cucchiai di olive taggiasche. Due ore e trenta ed il piatto è pronto.

Aspettando il termine della cottura non so come impiegare il tempo: metto a bollire mezzo Kg di patate rosse di Torgnon, dopo di che le passo stile puré, aggiungo 80 gr di burro, due rossi d’uovo, sale e noce moscata. Il composto nel sac à poche, beccuccio a stella: teglia da forno, carta da forno, forno duecento gradi, quindici minuti. Pomme duchesse. E buon appetito

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5 pensieri riguardo “Le poulet

  1. Due ore e trenta sono troppe, mai saputo che esistessero le patate di Torgnon.
    Se avessi un ristorante andresti in fallimento.
    La tua prosa non è da cuoco ma da intellettuale.

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