Una sera qualsiasi

Così, siam sempre dritti come cipressi. Cosa ci divida da loro non so. Forse i nostri morti, che son troppi, che sono veramente troppi. Cipressi diritti come cazzi eccitati, che non dimostrano nulla, nulla che già non sapessimo. E abbiamo troppi numeri di telefono che non rispondono e quelli che rispondono sempre, son troppo lontani. Finiamo bottiglie per dimenticare e damigiane per ricordare storie che già sappiamo, sempre diverse.

Strofiniamo ricordi con onde che vagabondano nelle nostre serate alcoliche, essi emergono, da mari inesplorati da tempo e ci prendono a schiaffi, non abbiamo più disegni da mostrare a nessuno. A nessuno che se ne interessi, siamo adulti, non artisti. La più grande soddisfazione sono i complimenti per il carpione, da una donna che ne ha fatti per quarant’anni, come fossero acqua santa. L’acqua, lo abbiamo imparato, non è mai dolce, la fiele, il vino, sì… ed esso ci strega per tutta la vita, ci cattura e ci guarda votarci ad esso. Tutto è come se ci frustassero continuamente la schiena, continuamente non si accorgessero di noi, continuamente pensassero che siamo inutili, meno utili di altri. L’alluvione colpisce tutti, fracassa le case e gli animi, fracassa le storie  porta la morte nella vita, troppa morte nella vita. Perdere tempo non si può. Perdere tempo non è il nostro mestiere, noi siamo divoratori, onnivori, tutto affoghiamo senza pensare cosa possa servire; nessuno torna con una lacrima in più. E i panni chi li guarda, nessuno sa dire come sarebbero se fossero puliti, nessuno ricorda nulla di un tempo. E noi beviamo, ci scusiamo con noi stessi e andiamo avanti, qualcosa ci spinge, qualcosa ci vuole più in là di dove siamo, qualcosa ci ama…più di nostra madre. Le candele si consumano, per qualcuno troppo in fretta, per qualcun altro più in fretta ancora. E quindi accompagnami ancora per le vie bagnate di pioggia e tienimi quando nella pozzanghera mi getto, aiutami ad uscirne senza ferite, aiutami a tornare vivo e vegeto dal nulla, scuotimi.

Svegliami dai miei affetti, fammi solo, in un istante, così che possa capire la mia fortuna, il mio tesoro. Liberami dal pensiero e affogami nella gioia per un secondo. Tornerò cambiato, nuovo. Ma forse non potrò dirlo, a nessuno. Amen

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