Poulet Roti

Senz’ombra di dubbio alcuno, la più antica forma di cucina utilizzata dall’uomo: del fuoco e della carne. La semplicità assoluta, quella apprezzata dai re di tutte le epoche, il pollo arrosto, che sulla tavola di Luis XVI veniva servito à la volée ovvero fatto a pezzi da un cameriere esperto che lasciava cadere nel piatto, dall’alto, il pezzo del pollo richiesto dal commensale. La stessa tavola che veniva imbandita da cuochi esperti che, dopo varie decapitazioni e la conseguente perdita dell’impiego a corte, subirono una fortunata diaspora culinaria che li portò ad impossessarsi delle sudice locande plebee per farne dei Restaurant indirizzati alla nuova, ricca e intelligente borghesia gourmet, inventando così il concetto di cucina moderna. Nella cottura arrosto la fanno da padrona: il tempo, gli odori dell’orto, i grassi nobili della bestia elevata a pasto e, fuori di dubbio, la materia prima, nel caso specifico il pollo: ruspante, nutrito a cereali e di quasi quattro chili. Dalle otto alle tredici, una cassa di legno di ciliegio, un girarrosto ( elettrico per carità, siamo contro la schiavitù ) ed il risultato è visibile sopra queste poche righe.  Abbinato al polletto un Refosco dal peduncolo rosso, colli orientali del Friuli, ben strutturato con la giusta barrique. Una sola parola resta da dire: acquolina.

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