Turismo intelligente: Albugnano e l’abbazia di Vezzolano

 

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Nel territorio ricchissimo della provincia di Asti, a due passi da Torino e dalla sua frenesia di nuova metropoli, c’è ancora una campagna languida e ben curata dalle sapienti mani dell’uomo, in grado di indurre l’animo alla contemplazione. Il colore, il calore ed il profumo della primavera hanno accompagnato una domenica piacevolissima, allietata da una sosta in osteria     ( fritto misto e Barbera ) e dalla visita all’abbazia di Vezzolano. Costruita intorno all’anno mille, fregiata d’una caratterizzante bicromia, è dimora di affreschi d’epoca medievale e d’una rarità architettonica, un pontile o jubé, d’epoca duecentesca, che divide la navata centrale in due raccontando, in un meraviglioso bassorilievo policromo, le storie della vergine e raffigurando i patriarchi. Visitabile è anche il chiostro, uno dei meglio conservati di tutto il Piemonte, dove è possibile osservare capitelli scolpiti d’ottima fattura ed un ciclo di affreschi risalenti al XIV° secolo; il tutto assolutamente GRATIS! W l’Italia!

Il castello della Manta

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In occasione dell’annuale giornata del FAI ( Fondo Ambiente Italiano ), mi son ritrovato a visitare il castello medievale che sorge nel comune di Manta, paesino della provincia cuneese a pochi chilometri dalla bella Saluzzo, dove le colline sono prealpi e lo vedi già che stanno per crescere, che non sono addomesticate come nell’astigiano o nel Roero. Il patrimonio paesaggistico, artistico, architettonico e culturale che possiede l’Italia è davvero sconfinato. Tra le sale del castello, passeggiando sopra pavimenti di finto marmo ( una sorta di resina premoderna assai affascinante ), con la testa rivolta all’insù per tentare di carpire ogni singolo dettaglio dei poderosi soffitti affrescati in stile cinquecentesco, l’occhio umano si perde tra un decoro floreale, un carro d’Apollo e una grotesque. Appartenuto alla gloriosa dinastia dei signori di Saluzzo della Manta, che toccò il suo massimo splendore nel secolo XV° sotto i marchesati di Ludovico I e Ludovico II, il castello è stato donato la FAI che ha affrontato ed affronta minuziosi e significativi lavori di restauro, restituendo così al pubblico un incanto che vale davvero la visita.

Cervi, volti e caprioli

El dueño ovvero il padrone di casa.
El dueño ovvero il padrone di casa.

Eh già, le festività son belle anche per questo. Per ritrovarsi, dico. Per gioire dell’amicizia, del vino buono e del risultato della caccia. Cosciotto di capriolo e scivé di cervo con polenta, nulla di meglio per condire le risa di un convivio che è sodalizio di anni. E il bello di scattare con la pellicola è il fatto che le foto non appaiono su facebook nell’immediato, esse hanno bisogno di tempo e di spazio, lasciando la possibilità al ricordo di sedimentare, fornendo sorpresa e stupore quando le si osserva, in seguito. Foto che sono Foto e non immagini.

Ondu, la pinhole in legno

La pinhole 6x6 6x9 6x12
La pinhole 6×6 6×9 6×12

Intorno al mese di agosto dello scorso anno mi è capitato di finanziare un progetto sulla piattaforma Kickstarter: due fratelli falegnami sloveni che avevano in mente di costruire apparecchi fotografici in legno. Dopo lunghi mesi di attesa l’oggetto del desiderio è finalmente giunto sino a me. Vi propongo alcune doppie esposizioni che sono state il primo esperimento, foto di legno fatte col legno!

InYourEyes, nei Vostri occhi!

I tre...
I tre…

Qualche scatto carpito qui e la con la vecchia Olympus miju e un Kodak T-Max 400 comprato al Fotoamatore a Milano qualche annetto fa! Non ci sarete tutti perché le foto era 36 o giù di li e voi siete passati a centinaia ma qualcuno ci si riconoscerà! Grazie ancora a tutti voi, che siete passati a festeggiare un bell’evento insieme a me, Luca e Marco. Alla prossima, speriamo molto presto!

Mexico p.5 – Archeologia industriale

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Nella città di Monterrey, a nord est del Mexico, hanno avuto la brillante idea di riconvertire in museo l’altoforno più grande della città, luogo che dava lavoro a migliaia di persone e che fu motore dello sviluppo dell’intera faderazione messicana. Intorno al museo l’area è stata riqualificata e donata alla città sotto forma di parco verde e curatissimo del quale parleremo nel prossimo post. Per intanto godetevi la impressionanti immagini dell’altoforno nel quale, per altro, è pure possibile entrare fisicamente, un’emozione davvero unica!