Mexico P.2 – Las pozas

La più affascinante delle pozze. La poza azul. La più affascinante delle pozze.

Di ritorno dalle dune bianche del deserto chiuhuahuense è d’obbligo una sosta alle pozze che circondano il territorio di Cuatro Cienegas. Più di cinquecento laghi, di diverse dimensioni e profondità, le cui acque hanno origini sconosciute al sapere umano. L’ipotesi più plausibile pare sia legata al fatto che, questo territorio, era anticamente sommerso dall’oceano Tetide, il quale avrebbe lasciato delle immense sacche d’acqua sotterranee che, ancora oggi, fuoriescono alla luce del sole a formare le pozze. Il mistero dei laghi salati di Cuatro Cienegas si infittisce ancor più se si pensa che né la pioggia né l’evaporazione ( fortissima nelle estati torride del deserto ) siano in grado di far mutare il livello delle acque. Acque antichissime quindi, che ospitano specie uniche di fauna e di flora, popolate da due specie peculiari di tartarughe: la Vizagra e la Concha Blanda. La Mojarra de Cuatro Cienegas è invece il pesce tipico della zona. Fantastica sorpresa poi, venire a conoscenza del fatto che in una delle pozze più grandi vi sia una vasta colonia di stromatoliti, organismi unicellulari preistorici, simili ai coralli, ai quali dobbiamo la grande quantità di ossigeno che ha permesso lo sviluppo della vita sulla Terra. Mistero o no, las pozas, restano luoghi incantevoli dove trovare la pace con il mondo, vedere per credere!

Mexico p.1 – Cuatro Cienegas

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Cari lettori, per i prossimi post vi delizierò con fotografie del mio distantissimo viaggio oltre oceano, in Mexico! Questo primo post è dedicato alla ridente e soleggiata cittadina di Cuatro Cienegas ( quattro stagni/laghi ) ed al deserto infinito e torrido che la contiene e la circonda. Già dal profumo, pure ad occhi bendati, capiresti di essere in terra straniera e tan lejana da casa; un odore diverso, nè migliore nè peggiore di quello di casa, solo d-i-v-e-r-s-o. Venendo a Cuatro Cienegas, è una cittadina immersa nell’immenso deserto chihuahuense, il più grande delle americhe. Un posto dove ad ogni angolo troveresti le inquadrature giuste per una puntata di el Zorro! Ci abbiamo trovato: queso fundido, chili relleno, calore e dunas blancas ovvero le ” dune bianche “, uno spettacolo naturale assoluto: sono formate dai depositi di gesso che seccano con l’evaporazione delle rare pozzanghere che si formano nel deserto; la polvere, bianca come la neve, viene poi sospinta e indirizzata, dai venti bollenti, tutta in una zona ristretta, dalla quale non si muove più. Il paesaggio è lunare, estraneo ai nostri occhi più di quanto non lo fosse la vita stessa agli occhi dello Straniero di Camus. Si formano vere e proprie colline di gesso, plasmate dalle rare intemperie, che resistono, a chi le ha create, strenuamente. Rocce in apparenza solide che vanno in frantumi ad un lieve tocco di mano. Il deserto ci ha accolti con una fioritura inattesa ( dovuta alle anormali piogge che ci avevano preceduti ), un verde così anomalo da rendere allibito perfino lo sguardo della nostra guida, Lluis: ingegnere agronomo che, ahilui, nel deserto fatica a trovare lavoro! Godetevi le immagini…