Tor(no) o non Tor(no)?

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Tra poche ore si concluderá la quinta edizione del Tor des Géants, l’endurance trail più duro del mondo e come è normale, quando una cosa è la ” più ” del mondo fomenta invidie, intrighi e sviluppa malizie anche negli esseri umani più sportivi. L’anno scorso il Tor era stato funestato dalla morte dell’atleta cinese Yang Yuan, di anni 43, scivolato sul sentiero reso viscido dalla pioggia caduta abbondante, aveva battuto violentemente la testa e aveva lasciato la vita al col della Crosatie. La morte dell’atleta cinese aveva sollevato accuse e indignazione in una parte dell’opinione pubblica, scioccata dalla decisione degli organizzatori di non sospendere la competizione. Ora, risulta chiaro che un trail in alta quota non è una partita di calcio e sospenderlo per la morte di un partecipante sarebbe come porre il veto sulle ascensioni al Monte Bianco perchè qualche alpinista, scalandolo, ci muore. Chi frequenta la montagna sa di farlo a proprio rischio, accettando le eventualità che si possono verificare.
Quest’anno, per fortuna, nessun incidente di tale gravitá è incorso durante la gara e di questo credo tutti possano essere contenti. Un altro fatto però ha creato turbolenze nel tranquillo svolgimento del trail e mi riferisco all’ eliminazione della pluricampionessa Francesca Canepa, additata dal j’accuse di uno zelante corridore trincerato dietro la sicurezza di un nome comune tanto quanto e forse più del più classico John Smith, Paolo Rossi! Il testimone dell’accusa sosterrebbe d’aver visto distintamente la Canepa montare in macchina e farsi portare per un pezzo di strada, da Cogne a Lillaz, comodamente seduta. Ora, tralasciando la mia personale opinione saldamente legata al masochismo-autolesionista che vive negli animi di tutti i trailer, non riesco a trovare una motivazione logica ad un passaggio in auto arrivato nelle primissime battute della competizione. L’organizzazione ovviamente non ha proceduto alla squalifica sulla base delle dichiarazioni del sig. Rossi ma sostenendo un mancato passaggio ad un rilevamento cronometrico. Fatto sta ed è che la Canepa quest’anno non ha vinto e, forse, non vincerá più per il semplice motivo che non parteciperà più. Alla domanda postale dal blog The pill: parteciperai ancora al Tor? La risposta è infatti stata: ” Mai più! Questa gara sa dare emozioni uniche, ma a me ha tolto troppo. Tre anni di accuse sono troppi. Una squalifica del genere è insostenibile. Ci saranno altre gare. Volerò altrove. ”
Largo ai giovani! Spazio a nomi nuovi! Mi sembrano questi gli slogan di una competizione viziata dal suo stesso essere attraente: se vincono sempre gli stessi, tanto vale… Vi siete mai chiesti perchè il più forte trailer del mondo, Kilian Jornet, non abbia ancora partecipato al Tor? Beh, certo non sarebbe facile abbassare il tempo di un atleta che ha percorso gli 830 km e i 40000 metri di dislivello complessivo che separano l’oceano Atlantico dal mar Mediterraneo, percorrendo tutti i Pirenei in poco più di otto giorni!
W le alpi Graie e W quelle persone che hanno ancora e sempre voglia di sfidare se stesse!

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