La foire de Donnas 2012

 

Imperdibile appuntamento annuale al quale, per tradizione, mi reco da più di una decade. Preludio minuto e più umano della sempre meno vivibile Saint Ours di Aosta, la fiera di Donnas è cresciuta migliorandosi di anno in anno. La qualità delle opere esposte ha raggiunto un livello medio tale da far si che quasi non si veda più certa paccottiglia che, solo qualche anno fa, riempiva banchetti che sarebbe certo stato meglio saturare di bottiglie, formaggi e mocette. Il clima della fiera è sempre di festa e spensieratezza, anche in questi bui momenti di crisi… Si spendono due parole con gli artisti, si contrattano i prezzi e si sceglie con perizia la scultura o l’intaglio che possano stare meglio nell’angolo sguarnito di casa. L’acquisto di un pezzo di legno si trasforma in ricordo felice e virtuoso di un istante trascorso in allegria. L’alchimia della fiera mi sorprende sempre. La fiera di Donnas vuol dire anche pausa pranzo alla locanda di Caterina e Silvia, nel centro a Hone. Giusto qui sopra un assaggio, ahimè solo visivo, delle leccornie gustate con grande piacere.

Bis di baccalà

Lu baccalà pur’è pesce… Così recita un antico detto contadino, di quando soldi non ce n’erano e le triglie costavano troppo. Ed è vero, anche il baccalà è pesce, un pesce versatile e gustosissimo. Sopra lo vedete proposto in due versioni altrettanto deliziose: il baccalà mantecato, servito su di una crema di broccoli freschi e l’esqueixada, antico piatto della tradizione catalana, che sarebbe una sorta di insalata di baccalà crudo, stracciato a mano condito con olio e.v.o., una dadolata di pomodori, cipolla bianca e peperone ( che nel mio piatto si presentava in forma di crema fredda setacciata ) e guarnita con olive nere. Il tutto accompagnato da crostini di pane e cips di pelle si merluzzo.

Magret d’anatra arrostito nel suo grasso con salsa di scalogno al porto, broccoletti al vapore di paprica e aria di coriandolo

Dedicato ai miei buoni amici Giulio e Christian, con i quali condivido ottimi ricordi a proposito di magret. Pietanza regina delle tavole francesi, piuttosto bistrattata nel bel paese tanto da risultare difficile da reperire, il magret ( ovvero il petto dell’anatra ) è, fuori d’ogni dubbio, uno dei miei tagli di carne prediletti. La salsa di scalogno, addolcita dal porto e resa brillante dal miele, conferisce ad ogni boccone un perché sensoriale inoppugnabile. Il brio è dato da quella leggera punta di piccante che la paprica regala al broccolo, cotto a vapore pochissimo tempo, così da risultare croccante. L’aria di coriandolo, con il suo aroma intenso ma delicatissimo crea la giusta cornice a questa vera e propria festa di gusti e profumi.

La mia pasta e fagioli

Un piatto invernale, un’eccellenza contadina che ho voluto rivisitare per far si che prendesse un po’ di brio. Il risultato lo vedete sopra: paccheri stracotti in brodo di zafferano e finocchietto, soffiati in olio bollente; crema di fagioli borlotti rinvenuti in soffritto profumato al timo; crostini al sentore d’aglio fanno da letto a cubetti di guanciale essiccato al forno. I fagioli mantenuti interi danno la consistenza, la pancetta asciugata del suo grasso, la croccantezza, i cavolfiori viola sbollentati in acqua e aceto, l’acidità. A coronare il tutto una fonduta magra e fredda di parmigiano reggiano colata direttamente nel pacchero. Da provare.

La neve non spegne il colore – I media

La mostra di Cogne ha riscosso più successo del previsto, vi presento qui di seguito un paio di articoli apparsi, a cura del giornalista Agostino Borio, su La Vallée Notizie, l’articolo apparso su La Stampa redatto dal mitico autore di Odessa, Enrico Martinet e il servizio che il giornalista Giulio Cappa ha registrato per il telegiornale regionale. Copiando il link qui sotto è possibile ascoltare l’intervista rilasciata, a proposito della mostra, al giornalista Marzio Pedrini, per Radio 101. La mostra sarà inoltre prorogata sino al 15 di gennaio, dato il buon riscontro di affluenza.

L’intervista a radio 101 potete ascoltarla visitando: http://12vda.eu/podcast/1-valle-daosta-news/904-valle-daosta-news-francesco-corniolo.html

Bavettine di buon anno

Certamente è il mio quarto ligure a far sì che il pesto mi riesca buono e, devo dire, che l’acquisto di un bel mortaio di marmo, questa estate, è stato decisamente azzeccato. Le bavettine al pesto con patate e fagiolini lessi, non chiedetemi il perchè, ma mi hanno sempre fatto pensare alle feste. Piatto antico e ricchissimo di gusto è semplice da fare e delizioso da gustare e per di più mette d’accordo anche i vegetariani! Con questa ricetta il vostro Lamericano vi augura un delizioso principio di 2012 e vi ringrazia dell’attenzione concessagli durante i dieci mesi trascorsi dall’apertura di questo blog che, nella sua seppur breve vita ha registrato più di 8.500 contatti.

Ah(i) la neve.

Riesce sempre a stupirmi l’incontrollata reazione di Aosta fronte ad una attesa nevicata stagionale. Sebbene il buon assessore Follien appaia, di fronte alle telecamere del TGR, per elogiare gli enormi sforzi che le dodici imprese, addette allo sgombero neve, e pagate dal contribuente, stanno affrontando per mantenere la pervietà delle vie di circolazione stradale, in strada è la guerra. L’impietosa marcia del pedone. Donne che spingono carrozzelle impantanate ad ogni piè sospinto, anziani che crollano rovinosamente a terra, la signora che cammina sulla doppia striscia continua di via Roma perché ” è una vergogna ‘sti marciapiedi ” e poi le macchine che non rallentano, i pullman che si fermano davanti a muri di neve alti un metro… Insomma le scene che vi aspettereste di vedere a Il Cairo, dopo un’abbondante nevicata estiva. Ora mi domando, visto e considerato che a nevicare è iniziato alle quattro del mattino di venerdì ( io c’ero, stavo lavorando ), e le foto sono state scattate esattamente dodici ore dopo, non sarà forse il caso di rivedere i piani di intervento in caso di nevicata abbondante, caro assessore Follien? E se i vostri piani sono adeguati, non sarà il caso di andare a fare una chiacchierata con le aziende che appaltano, incassando soldi pubblici, i servizi di sgombero neve? Mi sembra tutt’altro che normale il fatto che, dopo solo due ore dall’inizio della precipitazione, la statale 26 fosse già impraticabile. C’è sicuramente bisogno di una riflessione. Nonostante tutti i disagi che può causare, comunque la neve in sè rimane la più esaltante precipitazione atmosferica che ci regali il cielo. Godetevi il video, dura poco e mette buon umore.

 

Let it snow, let it snow, let it snow…

Il presepe

Ebbene lo ammetto. Il Natale è, per quanto mi riguarda, il periodo più bello dell’anno. E non c’è Natale che si rispetti senza il rito, tanto antico quanto avvincente, della costruzione del presepe. Un lavoro ingegneristico. L’atto stesso di iniziare un lavoro, con nella mente il pensiero fisso di ricreare un paesaggio artificiale, è puramente stimolante. Non ho mai capito perché, di fronte ad una cosa bellissima, noi umani, utilizziamo la locuzione “ tanto bello da sembrare finto “; per ciò che concerne il presepe è esattamente l’opposto: se il lavoro è realizzato a regola d’arte allora si potrà esclamare che è “ tanto bello da sembrare vero “! Buone e felici feste a tutti i miei lettori ed amici.

Blot alla Factory

Monsieur Blot aka Luca Benedet era presente, sabato scorso, con alcune foto toccanti, all’inaugurazione della Factory, un bel negozio d’abbigliamento in quel di Torino, in via Bologna 220. Musica house, stuzzichini vegani e, ahimè, niente vino! Le foto erano dedicate ad uno dei tanti, piccoli grandi uomini che si possono trovare in Valle d’Aosta: Luigi Glarey, guida alpina emerita, un uomo che ha masticato roccia per tutta la vita. Sei, gli scatti presentati da Luca, in bianco e nero fissati con una splendida Hasselblad 500 cm. Erano presenti opere anche di altri artisti all’inaugurazione, tra le quali spiccavano sicuramente i ritratti di Massimiliano Petrone che era presente ed intento a mostrare la sua tecnica di pittura. Faccio i miei più sinceri complimenti al caro amico Luca e lo ringrazio dell’invito.