Nella canicola estiva ormai giunta, nulla di meglio, per riassaporare i piaceri del mare, di un bel calamaro alla romana. Pastella di farina di kamut, olio alto e bollente ed il gioco è fatto! Calamaro accompagnato da salvia croccante e gustosissima… Una bottiglia di Fendant du Valais ghiacciato e buon appetito.
P.S. A Genova si dice che chi mette sul pesce il limone o è un milanese o un belinone; non me ne vogliate ma sulla frittura l’acidità per me è fondamentale. E poi forse son anche un po’… milanese!
Autore: lamericano82
Tajarin
La prigione di colori non è meno dura, se piena di ricordi
Pesto Time Lapse, che spettacolo!
Ricevuto in regalo da mia madre, il giorno del mio compleanno, il MORTAIO di famiglia ha ritrovato la sua antichissima e saggia funzione: produrre ottimo pesto genovese. Dedicato a tutti quelli di Zena…
Un retour au pays des rêves…
Si è aperta venerdì 1° giugno in quel di Presezzo, l’esposizione ” un retour au pays des rêves “, opera dello scultore valdostano di Fénis Luciano Regazzoni. Vi propongo le foto delle opere esposte e dell’inaugurazione. La mostra sarà visibile fino al 1° luglio presso il palazzo Furietti – Carrara, in via Vittorio Veneto 1295 a Presezzo appunto, pochi chilometri da Bergamo
Bilbao B&W 35mm
L’isola
L’isola è quel luogo dove ti senti al sicuro, rilassato, il cerchio introno a te che ti fa sentire a casa. Ci sono vari tipi di isole, a ciascuno ne corrisponde un genere differente. Il genere mio è fatto di cibi e di vino. Giovanni, via Fontanariola Quincinetto, è una grande e bella isola dove trascorrere un paio d’ore immersi nelle meraviglie del porcino, della fassona piemontese, dell’antipasto che si fa re delle portate… Oggi antipasti misti ( foto n.p. causa eccessiva fame ) composti di quattro portate calde e quattro fredde inclusi: una bistecca alla milanese in carpione, ricottina di magro con pesto di verdurine sott’aceto, tartare di fassona con tartufo nero estivo… immancabile il vaso di porcini sott’olio a volontà. Piatti principali: filettino di fassona piemontese olio e limone con asparagi insalatina e scaglie di reggiano e, udite udite, cervella di fassona dorata al burro, buona quasi quanto quella che faceva la mia indimenticabile nonna. Gelatino, frutti di bosco, Barolo e allegria.
San Sebastian ovvero Donostia
Guggenheim Museoa Bilbao
Che dire, al museo Guggenheim tutto ti sembra arte: basti pensare che la foto qui sopra potrebbe tranquillamente essere un Gerhard Richter del periodo delle campionature di colore e invece son le piastrelle dei bagni! Edificio mitico ed imponente, probabilmente una delle nuove meraviglie del mondo, impossibile da realizzare, fatto di calcestruzzo, titanio, acciaio e vetro, vero simbolo della creatività moderna e totalizzante. La collezione è quel che è, non è molto ricca anche se qualche bel pezzo lo potete vedere sebbene esposto senza molto criterio ( nella stessa stanza, uno di fianco all’altro, trovate Jannis Kunellis, mito dell’arte povera italiana, anche se greco, e Anselm Kiefer potente pittore della storia che ai grandi artisti piace poco ). Una bella mostra di David Hockney purtroppo in allestimento, e un’altra realizzata con parte delle collezioni de La Caixa, banca catalana e del MACBA Museu d’Art Contemporani de Bacelona con nomi quali Tapies, Barcelò, Ernesto Neto, Damiaàn Ortega ed altri meno conosciuti. In ogni caso, collezione o no, la visita è d’obbligo per ammirare le meraviglie architettoniche che ogni superficie del Guggenheim sa regalare, i controcampi azzeccatissimi di materiali e prospettive, le pendenze delle pareti inusuali, le passerelle, gli ascensori di vetro, tutto è un’esperienza unica. Come unica è l’esperienza di affrontare l’installazione permanente The Matter of Time ( Una questione di tempo ) di Richard Serra. L’avevo già vista in internet e su varie riviste specializzate e avevo pensato: che cagata pazzesca… ma come tutte le cose, anche l’arte non può esser giudicata se non ci stai fisicamente davanti, anzi in questo caso, dentro. Trattasi di immense costruzioni, ellittiche, a spirale o lineari, in acciaio pesantissimo dentro le quali ci si può e ci si deve addentrare, con la stessa cautela di chi cammini sulle uova. Si scoprirà al loro interno un universo parallelo di echi surreali e pareti che paiono inseguirti o allontanarsi da te, lasciandoti alla fine un senso di mal di mare e la consapevolezza di essere un privilegiato nell’aver provato sensazioni così uniche.
Bilbao
Quattro passi per Bilbao che, con i suoi trenta gradi in maggio, ci accoglie radiosa e linda come una città svizzera. Tra le sue ruelle, nei suoi vialoni sempre pistaciclabilizzati ( sintomo di grande intelligenza politica ), in metropolitana, sugli autobus, tutto è regolare e pulito: ti viene voglia di viverci; perché una città che rispetta i ciclisti è la vera città del futuro. I tram scivolano nelle strade su verdi tappeti erbosi che sembrano il campo di Wimbledon, gli anziani fanno la loro passeggiata a bordo del rio, i giovani corrono, skeitano, giocano a hockey da strada, mangiano e bevono birra… Non c’è rumore nonostante ci sia traffico: non ho mai sentito suonare un clacson. Tra il casco viejo e l’antica zona portuale, un tempo popolata di camalli e prostitute, riportata a nuova vita con un progetto di ristrutturazione globale, incentrato sulla CULTURA, è bello passeggiare e perdersi tra un’architettura neoclassica e il grattacielo postmoderno, tra i marciapiede curati ogni ora e le piazze di fontane e schizzi. Che dire: AUPA EUSKADI!

































































































































































































































