Sainte Marguerite

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A quindici minuti di navigazione da Cannes ( abbandonate palme allineate e festival del cinema ) c’è un piccolo paradiso circondato dell’azzurro di mille sfumature del Mediterraneo. Non credo ci sia bisogno di dilungarsi troppo, la parola ” paradiso ” è un buon riassunto! Il resto, ve lo diranno le fotografie.

Universo Chagall

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In avenue Docteur Ménard a Nizza trova spazio, immerso nel verde, un universo parallelo fatto di colore, di fantasia, di espressività assoluta e pacificatrice: il museo nazionale Chagall. Ebreo russo naturalizzato francese    ( i francesi, si sa, son sempre stati grandi rapitori d’opere e d’autori! ), Chagall è maestro che conoscevo da studi e fotografie ma, come sempre accade nella vita, vedere è credere, vedere è stupirsi. Proprio lo stupore è il sentimento che, a ripensarci anche ora nella penombra del mio salotto, trabocca copioso dal mio cuore. Uno stupore dettato dal colore, dalla grazia ( intesa alla moda del Vasari ovvero come Vera bellezza dell’anima ), dalla sinuosità ipnotica del gesto artistico. Opere gigantesche si appropriano vigorose dello spazio bianco sul muro a loro assegnato, opere che sono poesia gioiosa tanto per palati levigati quanto per quelli più grezzi; poiché il messaggio che traspare dalle tele di Chagall è immediato e vero: è l’amore.

De Maria alla GAM di Torino

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Spesso le giornate di attesa, soprattutto se si attende la persona più importante, sono lunghe e tediose. Ieri, per me, era una giornata di attesa che si è rivelata una gioia di forma e colore per gli occhi. Appena uscito in strada, intorno alla 10:30 del mattino, Torino mi si è rivelata fresca, col suo cielo plumbeo che sembra gridare ” laveme ” ( citando il buon Gipo ) a farmi da gigantesco cappello, i colori smorzati dalla luce filtrata. Qualche fermata di metro, qualche passo a piedi e un nuovo mondo si è schiuso ai miei occhi… Ho sempre apprezzato l’idea contenuta nel concetto di transavanguardia, affrontare col colore gli anni cosìddetti di piombo, gridare che non tutto può essere ” povero ” o ” minimal “, propugnare una nuova arte ovvero la pittura. Devo dire però che tra l’intellettuale Cucchi, il flatulento Chia, l’irruento Schifano e il raffinato Clemente, Nicola De Maria è sempre stato l’esponente transavanguardista ai miei occhi più travagliato, più attento alla sottrazione, alla rarefazione. Con le sue forme ed i suoi colori distintivi è capace di creare degli universi veri e propri, tanto su tele di cinque metri, quanto su pezzetti di carta, affastellati di collage di matissiana memoria, di pochi centimetri. Fino al 29 settembre alla Gam di  Torino. Se vi svegliate con la luna storta fateci un salto!

Verge del Carme

L'arrivo della Vergine
L’arrivo della Vergine

La Vergine del Carme è la ricorrenza religiosa più importante del paese di L’Escala, in costa Brava – Catalunya. Una festa poco turistica, una festa del paese e dei suoi anziani che, a braccetto di consorti o nipoti, vanno in processione dietro la statua lignea della Madonna con bambino. Due giganti figure, alte circa quattro metri, aprono il corteo ed impersonano il pescatore e sua moglie. Chiudono la fila i bambini con l’offerta di pesce fresco di giornata, per ingraziarsi la benevolenza della Madonna sul mare, la pesca e la vita.

Fritturinia delle tre.

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Dopo il risveglio post lavoro notturno e un paio di lavatrici, decido finalmente di sostentarmi. La frittura non è propriamente un piatto estivo ma, a ben pensarci, nemmeno mangiare salsiccetta e capocollo grigliati, ha un gran che a che fare con l’estate! Poi, la mia frittura, è stata fatta con le verdure fresche dell’orto: pomodori verdi, zucchine e salvia; una pastella alla birra del Grand Saint Bernard aromatizzata al curry, pepe nero, paprica e salsa soja e per concludere del concentrato di pomodoro piccante diluito con aceto di jerez…

B&W Carcassonne

La bassa Carcassonne
La bassa Carcassonne

Vera, falsa, posticcia, filologica… Comunque uno la voglia chiamare, qualsiasi cosa si possa pensare di Carcassonne ( per ciò che concerne la sua principale attrazione e cioè la rocca medievale frutto della ricerca dell’architetto  Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc ), non si può mettere in dubbio che abbia un certo fascino. Certo non si dovrebbe essere abituati a broghi quali: San Gimignano, Bolgheri o Castagneto Carducci! Godetevi comunque alcune fotografie.

Taller Amat

L'artista Antoni Amat
L’artista Antoni Amat

Quando si entra nello studio ( taller ) di un artista, è come fare un passo nella mente segreta dell’ uomo. Ho avuto la sorte di poter fare visita all’artista catalano Antoni Amat, esponente di spicco dell’informale contemporaneo. Amat è un pittore del Mediterraneo, le sue luci, i suoi colori, i suoi gesti precisi e compiti sanno trasportare il lettore dell’opera nell’ universo di suoni e profumi che la gente del “piccolo mare” porta incisi nel proprio DNA. L’opera di Amat è ricca di citazioni, dalla materia così cara al suo compatriota catalano Tàpies ( col quale, fra l’altro, condivide il nome ) alla grafia sincera ed incompresibile della natura, vezzo di Cy Twombly. Porto ancora negli occhi i colori delle opere così simili a quelli visibili appena fuori dalla porta dello studio, sulla spiaggia di Blanes, incastonata nella rigogliosa e vibrante Costa Brava.

Quando inizia…

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Quando inizia a fare caldo, si sente il bisogno del mare. Soprattutto se si vive in Val d’Aosta, sebbene sia un’isola felice ( anche se la procura sta minando seriamente questa nostra ultima reminiscenza  bucolica! ). Ci sono posti che rimangono impressi nella memoria per molteplici ragioni, vuoi perché meta di scorribande infantili o di scoperte adolescenziali, vuoi per i colori, i profumi o gli sguardi chi ci hai incrociati. Camogli è uno di questi posti, per me. Un posto che un posto ha nel mio vissuto, importante.

Scatti Fujifilm X10

Universi

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Tutto ciò che ci circonda fa parte dell’universo e facendone parte è universo esso stesso. Ora, che l’universo in cui abitiamo si diriga verso una fine calda oppure verso una fine fredda sarebbe interessante saperlo, per soddisfare l’innata curiosità della nostra specie, ma in fin dei conti, a ben pensarci, poco ce ne cale. Gli universi ritratti in queste immagini sono tanto piccoli quanto intensamente affascinanti. La simbiosi che riescono a creare un cianobatterio ed un fungo, finalizzata esclusivamente all’aiuto reciproco, che da vita ad un lichene è di commovente bellezza. Risultato che dovremmo far assurgere ad esempio anche nel nostro piccolo universo umano, così poco collaborativo.