Buoni amici, buon vino e buon pesce… Niente di meglio per incamminarsi nel trentesimo anno di vita e… Grazie a tutti
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Che Maurizio Landini, segretario FIOM, si aspettasse l’indicazione di voto, necessariamente favorevole al nuovo piano Marchionne, delle sue RSU, nella ex Bertone, come da lui dichiarato agli organi di stampa, non credo sia così veritiero. Quel che è sicuro è il fatto che una scollatura tra la dirigenza sindacale, forse ormai troppo poco conscia della Fabbrica ( intesa come lavoro di catena ), e gli operai veri, comprese le loro rappresentanze, c’è ed è presente purtroppo da più tempo di quanto non si pensi.
L’ultimo atto d’orgoglio delle RSU della ex Bertone è stato quello di rimettere il loro incarico nelle mani dell’assemblea, in quanto non ritengono che il loro operato sia riuscito a sbloccare la situazione in favore del lavoro, della dignità e dei diritti di tutti. Chapeau. Inveire contro i rappresentanti sindacali in azienda è un gioco al massacro che si perpetra da troppo tempo; è altresì vero che, ahi noi, in molte aziende la rappresentanza sindacale non è degna di rappresentare neppure singolarmente se stessa ma certo non si può fare di tutta l’erba un fascio. Pochi incapaci ( badate bene non uso questo termine in senso dispregiativo ma nel semplice suo significato mero ossia non in grado di assolvere ad una mansione ) non possono minare l’ideale di una figura che rappresenta il collegamento tra chi prende le decisioni e chi, talvolta giustamente, le contesta. Le dimissioni delle RSU della ex Bertone sono una necessaria conseguenza ad una presa di posizione in favore solo e soltanto degli operai, a salvaguardia del loro posto di lavoro, della loro stabilità economica e famigliare.
Quello che molti definiscono il ” ricatto Merchionne ” non è altro che l’attuazione, nemmeno tanto spietata se mi è concesso, dell’economia aperta, quella che vede produrre le magliette della Ferrari a Honh Kong e le borse Louis Vuitton nelle sartorie del sud Italia. Le RSU della ex Bertone questo lo hanno probabilmente capito ed assimilato, hanno inteso come, per lottare contro il più sfrenato liberismo economico, sia necessario, talvolta, scendere a compromessi. E non è forse l’attività sindacale l’arte stessa del compromesso, della conciliazione?
Intanto i vecchi comunisti dagli occhi foderati di prosciutto ( di Parma 24 mesi ovvio ) se ne stanno sulle loro poltrone di pelle a cercar di scovare la vecchia gallina dalle uova d’oro.
Il primo passo a portare dall’uccisione al martirio e dal martirio alla santità è, senza dubbio, il giubilo degli assassini. Il “ più grande assassino della storia “ ( Osama Bin Laden ) , per usare le parole del presidente Perez ( che per inciso essendo presidente dello stato di Israele, pensavo definisse tale un’altra figura storica, in più proprio nel giorno della commemorazione della Shoa ), ha trovato la morte e l’ha trovata, nemesi, violenta.
Non sono né cattolico né tanto meno mi riconosco o credo in un essere al quale dover rendere conto della mia condotta, un giorno; ma ancora credo, fermamente, nell’uomo, nella sua capacità raziocinante di poter gestire le proprie pulsioni, le proprie passioni, vincolandole su di un sentiero che sia, il più possibile, giusto, non solo per se stesso.
L’occidente ( noi ) crede di non essere più oramai fabbricatore d’odio ma non fabbricare odio non significa solo non covarlo, non farlo crescere dentro noi stessi, significa anche non assumere atteggiamenti che suscitino la nascita di tale sentimento, mai buono, negli altri; un po’ come il fare del bene, che non si limita al non perpetrare atteggiamenti che procurino il male bensì si risolve nel battersi strenuamente per il bene, dalla sua parte. Un criminale, per quanto i suoi crimini siano efferati, per quanto si cerchi di additarlo come mostro, come animale, rimane comunque e sempre un uomo ed un uomo che commette crimini dovrebbe sempre essere giudicato da un tribunale, che lo punisca con la giusta pena sì, ma che mai dovrebbe essere la morte.
Posso comprendere le dimostrazioni di giubilo, di un popolo che tanto ha sofferto per via di un uomo, alla morte di questo ma non posso proprio accettarle, tanto meno condividerle; vorrei inoltre riportare la memoria sullo sdegno e la riprovazione con cui accogliemmo, all’indomani dell’undici settembre 2001, il giubilo che il morto odierno espresse, per la riuscita della sua diabolica operazione.
Si dice: il popolo ha sempre ragione, ne abbiamo avuta la riprova scrutando le rivolte che hanno mosso e muovono i paesi arabi, destinate a lasciare un lungo strascico di movimenti intestini che difficilmente saranno codificabili, agli occhi di noi occidentali. La domanda che dobbiamo ora porci è: come si combineranno la morte del capo “ spirituale “ della guerra santa contro l’occidente, con la caduta dei più longevi despoti del medioriente? Le risposte a questa domanda sono molteplici e posso spaventare, comunque non tarderanno ad arrivare, in un territorio mediorientale sempre in bilico tra voglia di occidente e integralismo religioso il rischio è che la lettura del Corano più estremista l’abbia vinta sulla televisione ed i fast-food.
Per questo motivo si dovrebbe cercare di evitare situazioni quali la possibile scelta di disperdere il corpo dello sceicco in mare aperto, gravissimo affronto, non solo per gli estremisti ma per tutta la comunità di religione mussulmana.
La vera vittoria del terrorismo è portare i popoli gli uni contro gli altri, instillare nella mente il terrore per il proprio vicino; se ci lasciamo prendere dal panico o se esultiamo per un assassinio allora possiamo esser certi di non stare facendo del bene, proprio a nessuno.
Non è parente del mitico batterista dei Genesis, anche se i due si saranno sicuramente incontrati in qualche dopo-concerto. Inventato, si presume, verso la fine dell’ ottocento alla Limmer’s Old House ( London ) dal genio di cui porta il nome ovvero il barman John Collins ( chissà poi perché gli inglesi hanno sempre un nome che si addice ad un prodotto? ), è un ottimo Lungo Bere che, vista la canicola imminente consiglio agli amanti del bicchiere secco e purissimo, in alternativa ai soliti triti e ritriti ( e spesso mal assemblati Cuba Libre, Gin Tonic, ecc. ecc. ). Nel John il Gin si sente, il London Dry, e viene aiutato ad esprimere tutto se stesso dal succo di limone. Essendo un “Lungo” possiede un allungo che non è ( Dio ce ne scampi ) una bibita bensì: chiara, fresca e dolce soda. Pulito, dissetante ed appagante ve lo consiglio appassionatamente.
Chi mi conosce lo sa, sono duro d’orecchi, non vesto alla moda e son delicato di stomaco… Per noi ” delicati ” è sempre un annoso problema il dove andare a mangiare una pizza; io le ho provate quasi tutte e alla fine opto sempre per una pizza a domicilio ( millegustipizza ), l’unica che riuscissi a digerire, fino ad oggi.
Andrea è un padre, lo si vede ma soprattutto lo si sente, da cosa? Dalle sue pizze, cucinate come se fossero da servire alle sua figlie. Ben cotte, croccanti per via di un impasto lievitato a regola d’arte e cotto ancor meglio, vi offrono una salsa di pomodoro ricavata da Veri pelati triturati che di acido non hanno nulla. Io, vista la prima incursione, mi sono gettato su una margherita con mozzarella di bufala, per testare il terreno e non ne sono rimasto deluso, tutt’altro.
Andrea è il pizzaiolo della ” Osteria del Calvino ” ( via Croce di Città ) locale di nuova gestione che vi raccomando… Non solo per la pizza!
La pratica millenaria della produzione del vino è un rituale estremo, a cui solo sacerdoti che hanno ricevuto la chiamata possono dedicarsi. Il vino porta lavoro tutto l’anno, il vino non da solo da bere ma pure da mangiare. Lo scorso mercoledì, nella storica cantina di via Piave, 6 ( luogo di profonda spiritualità, dove il cielo lo si tocca con un dito pure da sotto la terra ) si è sdipanato l’ultimo rituale dell’anno: l’imbottigliamento. A fluire in mezze bordolesi di vetro chiaro non è però stato del semplice vino bensì a depositarsi in quei minuti e perfetti contenitori l’ospite d’onore era: il Muscat di Chambave, purezza assoluta. Quando la cinquantenaria pompa ha cominciato a far fluire quell’ambrosia giallo paglierino, dalla damigiana alle bottiglie, un’incredibile aroma ha iniziato ad espandersi, poco a poco, nel locale… Il profumo porta consiglio. Per un momento quell’angolo stipato di saggezza, si è trasformato in un oracolo personale. Tutto il lavoro, di tutti i tempi, di tutti gli uomini, di tutte le campagne del mondo, per un istante, ci è trascorso innanzi agli occhi e, per la prima volta, ha acquistato un significato reale. Auguro di tutto cuore, a tutti voi di provare, almeno una volta nella vita, una sensazione così totalizzante.
Distrattamente si trascorre per le strade della propria città, quasi sempre. Una novità spesso è l’occasione per fermarsi ad Osservare le cose un po’ meglio; un poco più da vicino. Provateci, dietro alle tags e alla sporcizia dell’arredo urbano si nasconde spesso la rivelazione capace di strapparci un pensiero buono, quasi ottimista. La mia città come le altre, tutte le altre, è ricca di buchi e buttandoci l’occhio si scoprono mondi.
Un poco di spazio anche agli amici non guasta mai, se in più questi sono anche ottimi fotografi nonché viveurs, allora dar loro spazio diventa quasi un dovere…
Un clic non costa nulla: sgranate bene gli occhi!
http://www.themodernsafari.com/2011/04/deux-jours-en-france/
E questo è quanto…
Abbiate la voglia di guardare fino alla fine questo meraviglioso cortometraggio, oltre ad essere girato magistralmente ha una caratteristica incredibile: è interamente girato con una Canon 7d… Chapeau