Alpi dell’Arte

Chiesa di San Francesco

Si è aperta giovedì 17 gennaio scorso, nella splendida cornice fresca di restauro del complesso monumentale di San Francesco ( via Santa Maria, 10 Cuneo ) l’interessante iniziativa artistica che va sotto il nome di Alpi dell’Arte. Un’esposizione collettiva di sei tra i i più conosciuti artisti dell’arco alpino: i valdostani Giovanni Thoux e Dorino Ouvrier, Tino Aime ( Valle di Susa ), Roberto Lucchinetti    ( Val Chiavenna ), Bernard Damiano ( Coumboscuro ) e Willy Messner ( Val Gardena ). Di seguito trovate le immagini di alcuni dei lavori esposti. L’esposizione sarà visitabile dal martedì al venerdì ( mercoledì escluso ) dalle ore 15:00 alle ore 18:00 e il sabato dalle ore 10:30 alle ore 13:00 e dalle ore 15:00 alle ore 18:00. Sarà possibile prenotare visite guidate al numero 0171-634175.

Da Gdynia Glòwna a Wejerowo e ritorno.

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Come detto nel precedente post, Gdansk, è un gigantesco agglomerato urbano che include appunto anche Sopot e Gdynia. Gdynia è la zona più recente, costruita intorno agli anni venti del novecento, ed è anche la zona più industrializzata. L’immenso porto mercantile occupa tutto l’affaccio marittimo della città ed in essa si insinua, con i suoi capannoni ed i suoi fumi. Le foto che seguono narrano di Gdynia e del viaggio che da essa ci ha condotti a Wejerowo. Vera, verissima Polonia. Non lasciatevi impressionare, affondate lo sguardo nelle immagini e fatevi cogliere dallo stupore del dettaglio, ciò che può, di primo acchito, parer brutto si squadernerà ai vostri occhi come qualcosa di affascinante.

Sopot e la meraviglia del mar Baltico

Landscape con Gran Carro
Landscape con Gran Carro

Sopot, insieme a Gdansk e Gdnya, forma un immenso conglomerato urbano che si estende sulle rive del mar Baltico. Sopot è la località balneare più rinomata del Baltico, con la sua chiara e lunga spiaggia popolata di anatre, cigni e gabbiani, i suoi locali affacciati sul mare ( ovviamente chiusi in dicembre ) stretti come in una morsa dalla sabbia, in fronte, e dalla foresta alle spalle, le architetture intriganti, il centro affollato di gente, i bar e ristoranti curati e invitanti. Il posto più turistico che ci ha saputo regalare questo viaggio. Irrinunciabile la passeggiata sul pontile che si inoltra sul mare per più di un chilometro, possibilmente in agosto, quando il vento non taglia la faccia… Però che magnifica Orsa Maggiore ha saputo regalarci la notte invernale, quella delle cinque del pomeriggio!

Gdansk

La strada dell'ambra
La strada dell’ambra

A nord della Polonia, nella storica regione della Pomerania, sorge Danzica, gioiello di affascinante bellezza dell’est incastonato tra il mar Baltico e la gigantesca campagna del nord, popolata di torri altissime di fieno e paglia, fiumi ghiacciati e ferrovie diritte come fusi. Vera Polonia, mi verrebbe da dire, differente e meno cosmopolita di Cracovia e sicuramente meno snob di Varsavia, Danzica è una meta poco battuta dal turismo internazionale, soprattutto d’inverno. L’atmosfera che vi si vive è spesso surreale, ci si sente come sospesi nello spazio e nel tempo; il buio arriva presto al pomeriggio e si lascia schiarire dal sole in mattinata, i pedoni non affollano le strade e quelli presenti non sono quasi mai al telefono. Stupende piazze si mischiano a vuoti urbani, la filarmonica va a braccetto con gli ex cantieri navali in disfacimento, fango e asfalto saranno sempre sotto i vostri piedi. Belle atmosfere, davvero affascinanti. Per voi, come al solito, un po’ di fotografie e un video.

 

Suquet de peix

Suquet de peix

Quanti ricordi d’amicizia, di lavoro duro, di relax, di caldo, legati a questo piatto speciale della consolidata tradizione dels pescadors catalans; ingredienti poveri, preparazione goduriosa. Un buon fumetto di pesce, tanto per iniziare. Poi cipolla, patate a rondelle di circa un centimetro, concassé di pomodori freschi, peix de roca ( ovvero pesce di scoglio, anche se non avendone trovato che mi soddisfacesse ho dovuto in questo caso optare per una rana pescatrice, che va comunque bene ), qualche vongola e cozza, gamberi, scampi e l’immancabile picada in questo caso composta da mandorle tostate, prezzemolo, pane fritto e un poco di zafferano, meglio se in pistilli. Fate imbiondire la cipolla, versatele sopra il concassé quindi disponete le patate a formare un letto, coprite di brodo e lasciate andare dieci/quindici minuti. Aggiungete il pesce e lasciate cuocere altri quindici minuti sotto un coperchio aggiungendo quando serva un po’ di brodo. Preparate la picada nel mortaio, allungatela con il fumetto e versatela sul pesce quindi aggiungete a guarnizione gamberi, scampi, cozze e vongole, coprite e lasciate andare ancora un paio di minuti. Spegnete la fiamma, fate riposare il piatto qualche istante e poi mangiatevelo con gran soddisfazione. Beveteci insieme un prosecchino o un cava leggero. Grazie Frédéric!

Turismo intelligente: Saluzzo

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Fantastico esempio di architettura medievale, Saluzzo si situa nella zona prealpina della provincia di Cuneo, giusto in fronte al mitico Monviso, padre del Po. Passeggiare tra la torre civica, villa belvedere, il duomo, la chiesa di san Giovanni, perdersi nelle vie strette che degradano, ora dolci, ora irte, verso la piana è un’attività consigliatissima. Patria di Silvio Pellico, poeta e patriota, al quale prendo in prestito queste belle parole per capire la delizia che questi luoghi sanno procurare a chi decida di scoprirli: V’è un sol Monviso sulla terra, un solo gruppo di monti come quello, un solo pian che s’agguagli di Saluzzo al piano.

Volti di SVEART

Ecco i ritratti di alcuni dei 44 artisti selezionati dalle più importanti accademie d’arte di 21 paesi europei che oggi mostreranno le loro opere all’inaugurazione di SVEART, la biennale d’arte contemporanea dedicata ai giovani artisti europei che apre i battenti oggi alle 17:00 in quel di Saint-Vincent, nella sala polifunzionale del comune.










 

Breve riflessione sulle dimissioni di Vierin

Nel mio vivere talvolta avulso dalla società mi capita di arrivare un po’ in ritardo sulle notizie salienti, per quanto concerne la politica della mia amata regione. Devo ammettere che è stato un po’ un fulmine in una giornata di pioggia, come quella odierna, leggere su un quotidiano on-line delle dimissioni presentate ieri dall’assessore all’istruzione e cultura Laurent Vierin. Partendo dal presupposto che le dimissioni di una carica pubblica dovrebbero seguire ad errori commessi dalla stessa, quelle presentate dall’assessore non mi trovano affatto d’accordo per due semplici motivi: il primo l’ho già esplicitato e si può riassumere nell’assunto per cui, se si è convinti di aver svolto il proprio lavoro correttamente, anche se questo non viene riconosciuto, ci si dovrebbe incollare alla poltrona presieduta con ancora più tenacia, cercando di fare ancora meglio, facendo passare il messaggio che si stia lavorando in favore della comunità tutta, perchè si viene sì eletti da una parte di cittadini ma una volta occupato lo scranno si lavora per tutti. Il secondo motivo, forse ancora più importante, è che una dimissione dettata da divergenze di carattere politico lascia carta bianca a chi si trova in condizione di vantaggio per poter legittimare nuovi incarichi a persone più politicamente affini. L’Italia non è nuova a spaccature partitiche e la nostra regione, seppure autonoma, fa parte di questo paese e soffre delle medesime problematiche. Andarsene perchè si viene attaccati è politically incorrect nei confronti di quei 3.950 elettori che in valle avevano espresso una preferenza chiara. Signor Vierin, come lei stesso scrive nel comunicato stampa di ieri, ” pur non condividendo totalmente diversi passaggi politici fondamentali e amministrativi dell’ultima legislatura e pur avendo espresso, anche nel voto, questa mia contrarietà in molte occasioni, ho sempre cercato di portare avanti le decisioni assunte con senso di responsabilità e profondo rispetto per le istituzioni che rappresento ” viene quindi da chiedersi: perchè questa volta non ha deciso di combattere e portare avanti le sue idee in seno alla forza politica di cui fa parte? Personalmente avrei accettato di buon grado le sue dimissioni se fossero arrivate nell’ora della svolta politica, dettata dalla paura e dalla speculazione elettorale, verso destra dell’UV, quello sì fatto grave, che fece rivoltare nelle loro tombe più d’uno dei nostri nonni. Fortunatamente non viviamo, come qualcuno sostiene, sotto dittatura ed essere ” contro ” è ancora lecito e politicamente corretto, forse dovremmo ricordarcelo un po’ più spesso.