Tino Aime: lo studio

Entrare nello studio di un artista può essere paragonato all’ingresso nella caverna del drago: le sorprese sono sempre molte e non puoi sapere come ne uscirai. L’eclettismo artistico si manifesta in molteplici forme, imprevedibili e tutte interessanti. Voglio dire che lo studio di Francis Bacon e quello di Gerhard Richter hanno la stessa identica dignità, poiché ricoprono la medesima funzione. Voglio ringraziare il maestro Tino Aime per avermi dato l’opportunità di curiosare nel suo studio, che poi è anche la sua casa, perché non è così immediato aprire le porte dei luoghi in cui si crea, agli estranei. Grazie al Maestro Aime ed a sua moglie per l’ospitalità e la pazienza dedicatami.

 

 

Volti da battaglia

Prima lo spettacolo, ora gli spettatori. Nello stretto parco d’umanità che si può incontrare alla bataille de reines ci sono volti stupendi, disegnati dal sole e dalla fatica della vita contadina, dal farsi tutt’uno con la natura ed i suoi ritmi pacifici quanto estenuanti. Mani grandi e forti che hanno accarezzato ed accarezzano la terra madre, coccolandola poiché essa ci nutre. Volti e mani e storie che vanno salvaguardate come bene dell’umanità, immagini che sanno insegnare più di mille parole.

Batailles de Reines: la final

Sempre un’emozione, la finale. Cinquemila, forse di più, persone che riempiono l’arena come un moderno Circo Massimo, che tifano, gioiscono, piangono e scommettono. Non sono attirati dal dolore, dall’orrore o dal sangue ma dall’amore che nutrono per le loro bestie predilette: le vacche. Non c’è nulla di cruento nelle battaglie delle regine, è la natura che fa il suo corso. Se due vacche gravide si trovano l’una vicino all’altra ( che siano in un verde alpeggio o in un’arena costruita appositamente per loro ) queste ad un certo punto ” battono “, ovvero si scornano accanitamente per stabilire di chi sia la supremazia, a chi tocchi di mangiare l’erba più buona, chi sfamerà meglio il vitellino che dentro di loro sta crescendo. Tutto qui, nessuna crudeltà, rarissimi i casi in cui una vacca esca ferita da un incontro: son pur sempre mamme in dolce attesa.

Moving Krakòw

Mi sono sempre interrogato su come si possa realmente conoscere una città. Basta girarla? Osservarla dal basso verso l’alto? Entrare in ogni portone aperto per curiosare? Credo si possa e sia normale essere stranieri in terra straniera ma che non si possa e non si debba mai essere estranei. E per non essere estranei bisogna aver passione, come il Marco Polo delle città invisibili anche noi viaggiatori abbiamo il nostro Kublai Khan al quale descrivere i nuovi luoghi scoperti, fosse anche solo un’azione rivolta a noi stessi, alla nostra fallibile memoria. In questo video vi porto in giro per la capitale culturale polacca per mostrarvela come la vedono, ogni giorno, avvocati, massaie, elettricisti, impiegati o macellai che si recano a lavoro o a casa loro utilizzando i mezzi pubblici.

Mother’s day

La mamma è sempre la mamma. E in occasione del compleanno della mia, come regalo, mi sono rimesso ai fornelli! Cena leggera. Antipasto: capasanta gratinata con insalatina tiepida di topinambur crudo in bagna caoda. Primo: Passatelli in brodo di pesce con crostini di gamberi. Secondo: rana pescatrice in panatura tricolore al forno. E ancora auguri!